sabato 24 dicembre 2011

Dedica di "Giù al Sud" - Pino Aprile -

Oggi una mia amica siciliana che si trova ad Istanbul ha scritto questa dedica su FB, mi è piaciuta e non me la voglio lasciar scappare, ergo la pubblico sui miei appunti.
E' la dedica che Pino Aprile ha scritto nell'apertura del suo libro "Giù al Sud" .

Buona lettura e Buon Natale, a chi è a casa e a chi si trova lontano da casa ma la porta sempre dentro il cuore.


Dedicato a chi resta, perché sceglie di restare.

Dedicato a chi torna, perché sceglie di tornare.

Dedicato a chi guarda casa sua con la meraviglia del forestiero.

Dedicato a chi, da lontano, non la perde di vista.



venerdì 2 dicembre 2011

Lettera ad una mamma tedesca - Ignazio Buttitta -


Per caso è partita una canzone di Nonò Salomone nel mio pc: è una poesia di Ignazio Buttita.
Lettera ad una mamma tedesca.
Ignazio Buttitta è un grande poeta siciliano, ma a scuola molto difficilmente ne sentiamo parlare.
Buttitta combattè la prima guerra mondiale, e quando tornò a casa non riuscì mai a dimenticare la gente che aveva ammazzato, soprattutto un ragazzo di 17 anni tedesco, caduto proprio a qualche passo dalla sua mitragliatrice. 
Ebbe il tempo di vedere i suoi occhi azzurri chiudersi per sempre.
Come consuetudine, gli frugò nelle tasche in cerca di qualcosa di utile, ma trovò solo una sua foto abbracciato con la madre: la prese.
Quando tornò a casa la mise al muro con una cornice.
Alcuni anni dopo, tornando a casa, trovò sua moglie addormentata con i suoi figli vicino, e li abbracciava nello stesso identico modo con cui la mamma tedesca abbracciava suo figlio.
Ignazio guarda sua moglie e vede la mamma tedesca a cui ha ammazzato il figlio.
Si siede e scrive una lettera che invia all'indirizzo riportato sulla foto. Non riceverà mai nessuna risposta.
Più volte lui stesso raccontò questa vicenda, finendo sempre con il ripetere:

"Guardavo mia moglie e guardavo la madre a cui avevo ammazzato il figlio."

Questa è la lettera che scrisse.

Mamma tedesca,
ti scrivi ddu surdatu talianu
chi t’ammazzò lu figghiu.
Mmaliditta dda notti
e l’acqui di lu Piavi
e li cannuna e li bummi
e li luci chi c’eranu;
mmaliditti li stiddi 
e li prigheri e li vuci
e lu chiantu e li lamenti
e l’odiu, mmaliditti!

Mamma tedesca,
iu, l’assassinu
ca t’ammazai lu figghiu:
comu pozzu dòrmiri
ed abbrazzari li me picciriddi?
Comu pozzu passari
mmezzu a l’omini boni
senz’essiri assicutatu,
e crucifissu a lu muru?

Mamma tedesca,
matri di tuttu lu munnu,
vi chiamu!
Ognuna, 
la petra cchiù grossa
vinissi a ghittalla
supra di mia:
muntagni di petra,
muntagni di petra,
scacciati la guerra.