martedì 21 febbraio 2012

Elogio dei piedi - Erri De Luca.


Letto tanti anni fa durante una route, sulla strada, quando allo stesso tempo li maledici e li benedici, ma alla fine sono loro che ti portano avanti.
Una volta per i sentieri delle foreste Casentinesi, con il caldo e i chilogrammi (tanti) sulle spalle, per andare avanti iniziai a ripetere a me stesso questa frase: 


"Un piede avanti all'altro, un piede avanti all'altro...." 
e anche quella sera arrivai a destinazione grazie a loro.


Anche camminando qui per le strade di Istanbul ogni tanto guardo i miei piedi e ripenso:
 "un piede avanti all'altro, un piede avanti all'altro..."
Buona lettura.

Perché reggono l'intero peso.
Perché sanno tenersi su appoggi e appigli minimi.
Perché sanno correre sugli scogli e neanche i cavalli lo sanno fare.
Perché portano via.
Perché sono la parte più prigioniera di un corpo incarcerato. E chi esce dopo molti anni deve imparare di nuovo a camminare in linea retta.
Perché sanno saltare, e non è colpa loro se più in alto nello scheletro non ci sono ali.
Perché sanno piantarsi nel mezzo delle strade come muli e fare una siepe davanti al cancello di una fabbrica.
Perché sanno giocare con la palla e sanno nuotare.
Perché per qualche popolo pratico erano unità di misura.
Perché quelli di donna facevano friggere i versi di Pushkin.
Perché gli antichi li amavano e per prima cura di ospitalità li lavavano al viandante.
Perché sanno pregare dondolandosi davanti a un muro o ripiegati indietro da un inginocchiatoio.
Perché mai capirò come fanno a correre contando su un appoggio solo.
Perché sono allegri e sanno ballare il meraviglioso tango, il croccante tip-tap, la ruffiana tarantella.
Perché non sanno accusare e non impugnano armi.
Perché sono stati crocefissi.
Perché anche quando si vorrebbe assestarli nel sedere di qualcuno, viene scrupolo che il bersaglio non meriti l'appoggio.
Perché, come le capre, amano il sale.
Perché non hanno fretta di nascere, però poi quando arriva il punto di morire scalciano in nome del corpo contro la morte.

1 commento:

  1. fantastico Marco!
    hai ancora un pò di fatica da far fare ai tuoi piedi.....ci vediamo a marzo! :-)

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